Resistenza europea
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Resistenza europea
4. La Resistenza iugoslava

In Iugoslavia la Resistenza si scisse in due schieramenti, divisi da ragioni ideologiche ed etniche: l’uno monarchico e conservatore, a maggioranza serba, capeggiato dal generale Draža Mihailović; l’altro comunista e rivoluzionario, diffuso soprattutto tra croati e bosniaci, comandato dal maresciallo Tito. La lotta contro i tedeschi si intrecciò alla guerra civile contro gli uomini del regime fascista di Ante Pavelić e dei suoi ustascia, che avevano dato vita al Regno di Croazia.

Le formazioni partigiane comuniste di Tito raggiunsero le dimensioni e la struttura di un vero e proprio esercito, arrivando a contare 600.000 uomini, adeguatamente equipaggiati grazie ai generosi aiuti degli inglesi: si posero così le premesse per il futuro stato socialista della Iugoslavia, ma altresì per la sua autonoma collocazione rispetto a Mosca. La Resistenza iugoslava, monopolizzata dalle formazioni comuniste guidate da Tito, riuscì a portare a termine con le proprie forze la liberazione del territorio dall’occupazione tedesca, sconfiggendo contemporaneamente i regimi collaborazionisti in Croazia e le forze legittimiste in Serbia.