Resistenza italiana
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Resistenza italiana
2. Resistenza e antifascismo

La storia della Resistenza italiana si inserisce in un arco cronologico più ampio di quello che racchiude la Resistenza europea, essendo il suo nucleo originario già presente nell’antifascismo degli anni Trenta. Con il procedere della guerra e con i primi segni di indebolimento del regime fascista causati dalle sconfitte dell’esercito italiano, si consolidò e si strutturò in Italia l’opposizione al fascismo.

Gli scioperi che paralizzarono le fabbriche del Nord tra l’aprile e il marzo del 1943 ebbero tra i principali organizzatori gruppi di comunisti che diffondevano le ragioni dell’antifascismo. Ma già nel 1942 l’opposizione al fascismo si era riorganizzata operando per la prima volta sul territorio nazionale: nel giugno si era costituito il Partito d’azione, nato dalla convergenza tra ex militanti di Giustizia e Libertà, repubblicani di sinistra e liberalsocialisti. Nell’ottobre era stata fondata la Democrazia Cristiana, che raccoglieva l’eredità del precedente Partito popolare di don Luigi Sturzo.

In concomitanza con gli scioperi del marzo 1943 i comunisti avevano avviato un’intensa attività clandestina e stabilito contatti con gli altri partiti, dai quali nacque il Comitato delle opposizioni, che si riunì immediatamente dopo la caduta del regime (25 luglio 1943). Comunisti, socialisti, cattolici, uomini del Partito d’azione e liberali uscirono allora dalla clandestinità riprendendo le attività politiche interrotte dal ventennio di dittatura.