Trova nell'articolo Carlo Alberto di Savoia Carignano

Per trovare nell'articolo una parola, un nome o un argomento specifici, selezionare nel proprio browser Internet l'opzione per effettuare una ricerca nella pagina. In Internet Explorer questa opzione si trova nel menu Modifica.

Poiché viene effettuata la ricerca di una corrispondenza esatta per la parola o le parole digitate, se non si ottengono risultati soddisfacenti controllare l'ortografia delle parole digitate o individuare una parola chiave relativa all'argomento.

Carlo Alberto di Savoia Carignano

Carlo Alberto di Savoia Carignano (Torino 1798 - Porto 1849), re di Sardegna (1831-1849), figlio di Carlo Emanuele di Carignano e di Maria Cristina di Sassonia-Curlandia. Appartenente al ramo cadetto dei Savoia-Carignano, manifestò in gioventù simpatie per le idee liberali e cercò di assicurarsi la successione al trono di Sardegna, approfittando della mancanza di eredi maschi nel ramo principale della famiglia Savoia.

Durante i moti del 1820-21 diede il proprio consenso al progetto insurrezionale maturato negli ambienti della Carboneria piemontese, sperando di svolgere un ruolo di mediazione. In qualità di reggente, dopo l'abdicazione di Vittorio Emanuele I concesse la Costituzione, ma quando il reazionario Carlo Felice salì al trono, dovette piegarsi alla sua volontà. Alla morte di Carlo Felice (1831) gli succedette sul trono; la sua politica seguì però una linea di intransigente legittimismo che lo portò a reprimere duramente i moti carbonari e mazziniani (1833-34), ma al tempo stesso il sovrano seppe avviare un'opera di modernizzazione dello stato. In seguito si riavvicinò agli ambienti liberali e aderì, sebbene con riluttanza, all'ideale di unificazione nazionale. Nel biennio rivoluzionario 1848-49 ebbe una parte di primo piano nelle vicende che portarono alla concessione dello Statuto albertino, emanato il 4 marzo 1848, e alla prima guerra d'indipendenza. Sconfitto a Novara, nel 1849, dopo avere abdicato a favore del figlio Vittorio Emanuele II, si ritirò in esilio a Porto, in Portogallo.