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Giglio Nome comune di un genere di circa 100 specie erbacee, che costituiscono il genere Lilium. I gigli sono caratterizzati da bulbi grossi e squamosi, fusti eretti, foglie lanceolate e corte. I fiori, singoli o in racemi, hanno colori e riflessi iridescenti che vanno dal bianco, al rosa, al giallo, all'arancione e sono dotati quasi tutti di un profumo soave.
Originari del bacino del Mediterraneo e diffusi in Europa, Asia e America settentrionale, i gigli erano noti sin dall'antichità a persiani e siriani, che li ritenevano un simbolo di purezza e d'innocenza. Tale simbologia è poi passata all'iconografia cristiana, nella quale rappresentano l'Annunciazione. Fra gli antichi greci i gigli erano, invece, i fiori sacri a Era. Narra la leggenda che Ercole, nel succhiare il latte celeste di Era, spruzzò il cielo disegnando la Via Lattea e che dalle gocce cadute sulla Terra germogliarono i primi gigli. Il nome del fiore deriva dal celtico lis, che significa bianco ed è il colore del giglio di sant'Antonio (Lilium candidum), che fiorisce a maggio. Tra le altre specie conosciute si annoverano il giglio martagone (Lilium martagon), pianta protetta, con petali porpora o arancione picchiettati di scuro e Lilium regale, originario della Cina, con fiori bianchi, dalle nervature giallo-brune, che sbocciano a luglio.
Queste bulbose sono utilizzate soprattutto per la produzione di fiori recisi, ma sono molto decorative anche nei bordi misti dei giardini. I bulbi vanno piantati in terreno soffice, a una profondità di 10-15 cm, e innaffiati frequentemente, senza, però, inzuppare il terreno. È opportuno lasciare i bulbi nello stesso luogo per cinque anni, prima di eventuali trapianti. Questi si effettuano quando le piante vanno a riposo, in primavera per i gigli colorati e in agosto per il giglio di Sant'Antonio.
Classificazione scientifica: I gigli appartengono al genere Lilium della famiglia delle liliacee, ordine liliali, classe monocotiledoni, divisione angiosperme.