| Telesio, Bernardino | Articolo | ||||
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| 2. | Filosofia della natura |
Nella sua opera più famosa, De natura rerum iuxta propria principia (La natura delle cose secondo i principi suoi propri, 1565), Telesio difese, contro il costume dei seguaci di Aristotele, il primato del 'senso' nella conoscenza della natura, al fine di comprendere le specifiche leggi che la governano. Egli intendeva rifarsi all'esperienza diretta della natura tramite i sensi, respingendo ogni ricorso a principi astratti, come quelli posti da Aristotele a base della sua fisica, che fossero ricavati dalla sola ragione chiusa in se stessa, fuori da un effettivo contatto con la natura. I nuovi principi con cui Telesio intendeva fondare la conoscenza dell'universo sono quelli di materia, di caldo e di freddo. La materia è il sostrato fisico, cioè la base ultima, in cui esercitano la loro azione le forze contrarie del freddo e del caldo, che sono direttamente attestate dall'esperienza dei sensi. In tal modo, Telesio riteneva di studiare la natura juxta propria principia, cioè secondo i principi che sono presenti in essa; ma in realtà egli finiva per stabilire una serie di analogie qualitative fra i concetti di freddo, di inerzia e immobilità da un lato (giustificando pertanto l'immobilità della Terra perché essa sarebbe la sede del freddo), di caldo e movimento dall'altro. Restava estraneo a questa prospettiva il ricorso alla misurazione dei fenomeni, come sarà invece caratteristico della scienza inaugurata da Galileo Galilei. Tuttavia Telesio ha avanzato l'esigenza di un'indagine che, concependo la natura come un mondo autonomo, si fondasse su principi intrinseci e non esteriori rispetto a essa.
Secondo Telesio, ogni più piccola parte della realtà è dotata di una sensibilità attiva che consente a qualsiasi corpo di distinguere quanto gli giova da ciò che lo minaccia; l'anima coincide con lo spirito vitale che è prodotto dal caldo e che è in grado di sentire, cioè di avvertire il contatto fra l'anima e le cose esteriori e di averne coscienza. Alla sensibilità si riconduce anche l'intelligenza, così come la comprensione dei principi superiori della scienza, quali ad esempio gli assiomi della matematica. L'intera conoscenza si riduce in questo modo alla sensibilità, la quale, essendo generata dallo spirito vitale, diventa una sorta di rivelazione che la natura fa a se stessa.
Sebbene con effetti diversi, l'opera di Telesio influenzò il pensiero di Tommaso Campanella, Francesco Bacone e Thomas Hobbes.