Pena di morte
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Pena di morte
3. La pena di morte in Italia

Nel Regno d’Italia la pena di morte fu abolita nel 1889 con la riforma del codice penale di Giuseppe Zanardelli. Fu reintrodotta dal regime fascista per i reati politici nel 1926 ed estesa ad alcuni gravi reati comuni nel 1930 con il codice compilato da Alfredo Rocco. Sostituita dall’ergastolo con un decreto legislativo dell’agosto 1944, fu nuovamente reintrodotta nel maggio 1945 come misura eccezionale per affrontare l’emergenza politica e sociale seguita alla guerra.

Nel 1948 la Costituzione italiana, ribadendone all’articolo 27 il divieto e riaffermando il principio secondo il quale “le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità” e “devono tendere alla rieducazione del condannato”, lasciò in vigore la pena di morte solo per i casi previsti dalle leggi militari di guerra; nel 1994, con l’abrogazione dell’articolo 241 del codice penale militare di guerra, la pena di morte venne totalmente abolita.