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Presidente del Consiglio dei ministri
1. Introduzione

Presidente del Consiglio dei ministri In Italia, capo del governo, responsabile dell'attività politica generale dell'esecutivo. Organo previsto dalla Costituzione, rappresenta il governo sia di fronte alle Camere, sia di fronte al presidente della Repubblica.

Nell'ordinamento costituzionale italiano, la figura del presidente del Consiglio si distingue da quella dei capi di governo o premier di altri paesi in quanto ha funzioni di promozione e di coordinamento dell'attività dei ministri ma senza una vera e propria supremazia gerarchica. Il presidente, infatti, non può impartire ordini ai ministri né licenziarli di propria iniziativa, per cui la sua posizione è piuttosto quella di primus inter pares (di primo fra pari grado). Questo carattere, iscritto nella Costituzione, è ulteriormente accentuato dalla frammentazione delle maggioranze in molti partiti, che caratterizza la politica italiana anche dopo la riforma elettorale in senso maggioritario (vedi Sistema elettorale). Nella prassi, un passo verso il rafforzamento del ruolo del presidente del Consiglio si è avuto nel 1993 con il primo caso di revoca di un sottosegretario.

2. I poteri del presidente del Consiglio

Il presidente del Consiglio dei ministri, che è scelto dal presidente della Repubblica, propone al capo dello stato la lista dei ministri (anche se è tradizione che la composizione della lista dei ministri sia in larga misura decisa dalle segreterie dei partiti della maggioranza); espone il programma al Parlamento per ottenerne la fiducia; convoca e presiede le riunioni del Consiglio di cui coordina e dirige le attività; può esigere di essere informato dai ministri su qualunque loro iniziativa e ottenere che sia sottoposta all'esame del Consiglio; mantiene l'unità di indirizzo politico e amministrativo.