Psicologia clinica
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Psicologia clinica
2. Il metodo clinico

Nella storia della psicologia il metodo clinico è stato adottato in un tempo successivo rispetto al metodo sperimentale. Inizialmente è stato usato in polemica con quest’ultimo. Le ragioni della polemica riguardavano il processo di estrema scomposizione del fenomeno osservato da parte del metodo sperimentale e la mancanza di spontaneità della situazione di laboratorio. Il metodo clinico evidenziava invece l’esigenza di valutare l’individuo nel suo ambiente naturale e nella complessità del suo comportamento. Da parte degli sperimentalisti il metodo clinico veniva accusato di esporre una serie di ipotesi non controllabili e di presentarle come teorie universalmente valide. I due punti di vista si sono evoluti nel corso del tempo: oggi, infatti, la psicologia si avvale di entrambi i metodi nella formulazione delle sue ipotesi.

Il metodo clinico non può essere rigorosamente obiettivo come quello sperimentale, per questo motivo è stato ritenuto non scientifico. In realtà esso offre delle notizie che è impossibile ricavare con gli altri metodi. Il metodo clinico si focalizza su ciò che contraddistingue il singolo individuo, piuttosto che su quello che rende simili i membri di una specie.

Il metodo clinico si avvale di un’insieme di procedure che includono: l’anamnesi, il colloquio, l’osservazione e gli strumenti psicometrici.

L’anamnesi consiste non solo nell’accertamento dei fatti rilevanti della vita fisica e delle condizioni patologiche della persona e della sua famiglia, ma anche nel racconto della sua storia psicologica e sociale. L’anamnesi viene riportata direttamente dal soggetto o dai suoi familiari.

Il colloquio clinico è un processo di scambio reciproco tra due persone, finalizzato a ottenere informazioni utili per la diagnosi e per la scelta del trattamento terapeutico. L’obiettivo essenziale del colloquio clinico è descrivere gli aspetti particolari della persona in esame; si può svolgere sotto forma di intervista strutturata, con domande prestabilite, di intervista semistrutturata, in cui si trattano determinati temi, o di intervista libera, in cui è l’intervistato a delineare la successione dei temi del colloquio.

L’osservazione risulta dall’insieme dei dati raccolti sul soggetto e dalla loro interpretazione. Può essere integrata dai dati dell’autosservazione, derivanti dall’introspezione compiuta dal soggetto stesso.

Gli strumenti psicometrici si basano sull’uso di test psicologici che valutino, a seconda dei casi, l’intelligenza, la personalità nei suoi aspetti affettivi e motivazionali, le sue attitudini e i suoi problemi. Fra gli strumenti psicometrici ha acquisito importanza l’uso dei test proiettivi, che spesso permettono di far emergere aspetti significativi della dinamica psicologica.

Inoltre vengono utilizzati i contributi offerti da specifiche tecniche psicologiche come le libere associazioni, le interpretazioni dei sogni, le tecniche ipnotiche.