| Psicologia clinica | Articolo | ||||
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| 3. | La figura dello psicologo clinico |
È intorno al 1960 che, sia negli Stati Uniti sia in Europa, si consolida l'immagine moderna della psicologia clinica e si precisano il ruolo e l'identità professionale di chi la pratica. Un nodo problematico (ancora oggi non completamente risolto) resta il rapporto fra psicologi clinici e psichiatri. Ciascuna delle due categorie rivendica la propria supremazia nella diagnosi e nella cura dei disturbi mentali, soprattutto di fronte allo straordinario sviluppo sia di strumenti diagnostici (test sempre più numerosi e raffinati, anche se non completamente affidabili), sia di tecniche psicoterapeutiche (individuali, di gruppo, familiari, di comunità ecc.).
Un altro contrasto che si ripropone periodicamente è quello fra gli psicologi accademici (ossia i docenti universitari) e gli psicologi che praticano la professione 'sul campo', cioè nei servizi pubblici o negli studi privati. I primi accusano i secondi di non dedicare abbastanza tempo alla ricerca e alla sperimentazione e sono a loro volta accusati di essere poco concreti e di non saper gestire adeguatamente il rapporto quotidiano con i pazienti.
La maggior parte di queste contrapposizioni, tuttavia, è cessata quando i diversi paesi si sono dotati di norme che disciplinano l'esercizio della professione di psicologo e, soprattutto, di psicoterapeuta. Anche in Italia, per esercitare la professione di psicologo clinico è necessaria l'iscrizione all'Ordine professionale degli psicologi, mentre l'esercizio della psicoterapia è consentito solo dopo una formazione stabilita per legge e che deve essere documentata. Oggi, in tutto il mondo occidentale, la psicologia clinica è, fra le psicologie applicate, quella che raccoglie il maggior numero di professionisti. Psicologi clinici sono presenti in tutte le istituzioni psichiatriche pubbliche e private, sia di ricovero sia di trattamento ambulatoriale. Essi sono impiegati, inoltre, nei programmi di riabilitazione e di prevenzione. Fra i compiti degli psicologi clinici, soprattutto nell'ultimo decennio, ha acquisito sempre più importanza l'attività diagnostica, anche perché numerose ricerche hanno dimostrato l'utilità di scegliere tecniche di trattamento sempre più specifiche e mirate, in rapporto ai sintomi lamentati dal paziente e alla sua struttura di personalità.