| Psicoterapia cognitivo-comportamentale | Articolo | ||||
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| 2. | Diffusione della terapia |
Con gli anni, il proliferare di scuole di 'terapia cognitiva' e l'interesse manifestato verso questo approccio anche da parte di autori di formazione comportamentista, hanno consentito di costruire un vero catalogo di pensieri irrazionali, connessi alle varie manifestazioni psicopatologiche.
Ad esempio, nel caso di soggetti predisposti alla depressione, i pensieri irrazionali ruotano attorno a precise tematiche: un rigido senso del dovere e una spinta eccessiva a ricercare approvazione e lode da parte degli altri; il desiderio di cavarsela sempre e comunque da soli; un sentimento di vergogna per le proprie inevitabili debolezze; una spiccata competitività. Pensieri irrazionali specifici possono essere individuati anche in connessione con altri quadri psicopatologici: fobie, ossessioni, disturbi alimentari (anoressia; bulimia), psicosi. Durante il trattamento, il paziente è aiutato a esplorare il complesso di tali pensieri, che costituiscono la sua 'organizzazione cognitiva'; viene poi ricostruito, almeno in parte, il percorso evolutivo che ha condotto a quest'ultima; infine si tenta un lavoro di correzione e di più o meno ampia ristrutturazione, individuando i nessi fra particolari pensieri e sintomi. Oggi, la psicoterapia cognitivo-comportamentale è molto diffusa e ha dimostrato di essere efficace sia da sola sia abbinata ad altre forme di trattamento (psicofarmaci, modifica del comportamento, psicoterapia ecc.).