| Maghreb | Articolo | ||||
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| 3. | Popolazione |
Nel 2007 gli abitanti del Maghreb erano circa 87.000.000. La popolazione, inegualmente distribuita, si concentra soprattutto in Marocco e in Algeria; la Tunisia viene molto dopo, seguita dalla Libia e dalla Mauritania. Negli ultimi trent’anni la popolazione è aumentata rapidamente, con un tasso annuo di crescita che, tra il 1960 e il 1990, è stato superiore al 3%, ed è destinata a crescere ancora, dato che più del 40% dei maghrebini ha meno di quindici anni. Le tendenze demografiche hanno accresciuto la domanda di servizi (alloggi, sanità, istruzione), e portato a una grave disoccupazione, soprattutto fra i giovani. La situazione ha inoltre spinto un gran numero di persone a emigrare nell’Europa occidentale, rafforzando i timori, in seno all’Unione Europea, di un’immigrazione incontrollata. L’aumento della popolazione del Maghreb è stato altresì accompagnato da un significativo esodo rurale. Nel 1960 il tasso di urbanizzazione si situava attorno al 25%, mentre nel 1997 toccava il 58%. Alla periferia delle maggiori città sono sorte bidonville, mentre diversi quartieri dei centri storici sono stati occupati da coloro che hanno abbandonato le campagne in tempi recenti.
| 1. | Città principali |
Quasi tutte le città del Maghreb si concentrano sulle coste. Tra queste figurano le cinque capitali: Nouakchott (Mauritania), Rabat (Marocco), Algeri (Algeria), Tunisi (Tunisia) e Tripoli (Libia), oltre a Casablanca (Marocco), la città più popolata e il porto più grande della regione. Altri importanti centri regionali situati lungo la costa sono Agadir e Tangeri (Marocco), Orano (Algeria) e Bengasi (Libia). Gli unici agglomerati urbani di rilievo situati nell’entroterra sono le due capitali storiche del Marocco, Fès e Marrakech, e Costantina in Algeria.
| 2. | Lingua e religione |
L’arabo è la lingua ufficiale in tutti gli stati maghrebini, e la maggior parte dei paesi ha adottato energiche politiche di arabizzazione. Il francese, imposto in passato dai colonizzatori (con l’eccezione della Libia), è ancora utilizzato negli affari, nell’istruzione superiore e nell’amministrazione, ma il suo impiego va progressivamente diminuendo.
La cospicua minoranza berbera ha conservato la propria lingua (vedi Lingue berbere), che non ha alcun legame con l’arabo. I suoi molteplici dialetti sono parlati nelle zone montuose e nelle campagne, dal Marocco alla Libia. In Algeria e in Libia esiste una piccola comunità di tuareg, popolo nomade di ceppo berbero che vive tra il Sahara e il Sahel.
Il 99% della popolazione è musulmano. Un tempo in Marocco, Algeria, Tunisia e Libia esistevano importanti comunità ebraiche ma, dopo l’indipendenza di quei paesi, la maggior parte degli ebrei è emigrata in Occidente o in Israele; minoranze di ebrei continuano tuttavia a vivere in alcuni grandi centri urbani o sull’isola tunisina di Djerba. La grande maggioranza dei musulmani del Maghreb è sunnita di rito malikita e d’ispirazione sufi. Lungo i secoli si sono sviluppate numerose comunità, alcune delle quali hanno acquisito, oltre al potere religioso, anche quello politico, come la Tidjaniyya, formatasi nell’Algeria meridionale e in seguito diffusasi in Africa occidentale, e la confraternita dei senussiti, insediatasi in Libia. Oggi la pratica di un Islam moderato è messa in questione dai fondamentalisti sia sciiti sia sunniti.