| Trova nell'articolo | Pinacoteca di Brera, Milano | Articolo |
| 1. | Introduzione |
Pinacoteca di Brera, Milano Pinacoteca statale italiana, istituita a Milano nel 1809 con lo scopo di affiancare l’Accademia di belle arti.
| 2. | La sede e le opere |
L’istituzione ha sede nel palazzo fatto costruire nel XVII secolo dai Gesuiti, nel sito ove sorgeva dal XIV secolo un convento degli Umiliati. Il progetto e la direzione dei lavori furono affidati all’architetto Francesco Richini. Soppressa la Compagnia di Gesù nel 1773, il complesso passò all’amministrazione austriaca che, in ottemperanza a un illuminato progetto di rinnovamento culturale varato da Maria Teresa d’Asburgo, lo integrò alle recenti sedi dell'Osservatorio Astronomico e della Biblioteca, affiancandogi infine l’Orto botanico (1774) e l’Accademia di belle arti (1776). Curò il completamento dell’edificio l’architetto Giuseppe Piermarini, che espresse la sua personale interpretazione del gusto neoclassico soprattutto nel cortile interno a serliane e nel maestoso portale d’ingresso.
La pinacoteca, istituita per fornire agli allievi dell’Accademia i necessari riferimenti storico-artistici, negli anni del governo napoleonico in Italia vide incrementare il proprio patrimonio con capolavori di Raffaello (Lo sposalizio della Vergine), Giovanni Bellini (Pietà), Andrea Mantegna (Cristo morto), Caravaggio (Cena in Emmaus). La direzione venne affidata a uomini di grande cultura e sensibilità artistica, come l'abate Carlo Bianconi, Giuseppe Bossi, Andrea Appiani.
Dal 1882 istituzione autonoma aperta al pubblico, Brera (dall’antico termine milanese “braida”, ovvero terreno incolto, con riferimento alla collocazione periferica del palazzo) si arricchì grandemente nel corso del Novecento con acquisti e donazioni. Oggi offre al visitatore un percorso che copre sette secoli di pittura italiana, esponendo capolavori assoluti della pittura veneta (Cima da Conegliano, Tiziano, Tintoretto, Carpaccio, Veronese), lombarda (Bernardino Luini, Bergognone, Bramantino) ed emiliana (Correggio, Francesco Del Cossa) del XV, XVI e XVII secolo, nonché la Madonna col Bambino, grande pala commissionata dal duca di Urbino, Federico da Montefeltro, a Piero della Francesca in occasione della nascita del figlio Guidobaldo.
Il continuo afflusso di opere, e in particolare di importanti collezioni private di arte contemporanea donate alla prestigiosa istituzione (ad esempio, la collezione Jesi), ha portato a vari interventi di ampliamento dell'area museale a partire dagli anni Settanta del Novecento, fino all’odierno allestimento, inaugurato nel 1994.