Partito socialista italiano
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Partito socialista italiano
3. Ascesa e crollo

Con l'avvento nel 1976 di Bettino Craxi alla segreteria del partito, il PSI rafforzò la propria autonomia nei confronti del PCI e sfruttò abilmente il ruolo di “arbitro” del sistema politico. La sua partecipazione divenne decisiva per formare le coalizioni di governo sia a livello centrale sia nelle amministrazioni periferiche degli enti locali.

Con Craxi presidente del Consiglio dei ministri dal 1983 al 1987, il partito pose l'accento sulla stabilità di governo e sui poteri decisionali. Quando, tuttavia, una serie di inchieste giudiziarie cominciarono nel 1992 a mettere in luce una diffusa corruzione nel sistema politico e amministrativo italiano partendo dal comune di Milano, tradizionale roccaforte socialista, il PSI e il suo segretario finirono per subire numerose indagini della magistratura, attirandosi l’ostilità di settori dell’opinione pubblica. Craxi, costretto a dimettersi da segretario, riparò così all'estero, mentre il PSI si frantumò in formazioni minori perdendo peso elettorale.