Partito comunista italiano
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Partito comunista italiano
1. Introduzione

Partito comunista italiano o PCI Partito politico italiano fondato nel 1921, con il nome di Partito comunista d'Italia (Pcd’I), in seguito alla scissione, durante il congresso di Livorno, dell’ala di estrema sinistra del Partito socialista italiano (PSI). A dare vita al nuovo partito, che si richiamava all’esperienza della rivoluzione bolscevica del 1917, furono da un lato il gruppo torinese, guidato da Antonio Gramsci, che si raccoglieva intorno alla rivista 'L’Ordine nuovo' e faceva riferimento all’esperienza dei consigli di fabbrica, dall’altro la corrente che faceva capo ad Amadeo Bordiga, fondatore della rivista 'Il Soviet'.

Primo segretario del partito dal 1921 al 1926 fu Bordiga che, al III congresso tenutosi a Lione nel 1926, venne accusato di settarismo e messo in minoranza, mentre la linea del partito venne fissata da Gramsci e Palmiro Togliatti nelle cosiddette 'Tesi di Lione', dove si ponevano le premesse per la costruzione di un partito di massa e veniva data un'analisi del fascismo come espressione della reazione borghese.