Partito comunista italiano
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Partito comunista italiano
4. La via riformista

Fortemente radicato tra gli strati operai e popolari, il PCI sviluppò una strategia riformista affrancandosi progressivamente dall'influenza sovietica e perseguendo una 'via italiana al socialismo'. Tuttavia il suo isolamento continuò, e le sole occasioni di governo riguardarono le amministrazioni delle regioni dell'Italia centrale (Emilia, Toscana, Umbria), rette da coalizioni di sinistra. Un periodo difficile si aprì con la denuncia kruscioviana dello stalinismo e con la vicenda d’Ungheria del 1956, in seguito alla quale diversi iscritti e simpatizzanti, soprattutto tra gli intellettuali si allontanarono dal partito; ma il partito non vide per questo sostanzialmente ridotto il consenso della base.