| Anatolia | Articolo | ||||
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| 2. | Territorio e risorse |
Dal punto di vista fisico l’Anatolia è un altopiano orlato a nord dalla catena del Ponto e a sud da quella del Tauro. I versanti esterni del Ponto digradano verso la costa del Mar Nero, mentre quelli del Tauro sono rivolti al Mediterraneo. A ovest la regione è caratterizzata da una serie di valli che si aprono verso la costa del mar Egeo, mentre a est è delimitata dagli altipiani dell'Armenia e del Kurdistan, relativamente più elevati (la quota media dell'altopiano va dai 1.000 ai 1.500 metri).
La morfologia è quella di un territorio dalle forme mature, mosso da lievi ondulazioni intercalate da depressioni, alcune delle quali endoreiche (ovvero attraversate da una rete idrografica priva di sbocchi al mare), fiancheggiate da rilievi di origine vulcanica (vedi Vulcano), come l'Erciyes Dagi, alto 3.916 m. Alle formazioni vulcaniche si deve il paesaggio della Cappadocia, eroso in forme spettacolari, uno dei più caratteristici dell'Anatolia, dove si trovano diversi laghi, il maggiore dei quali è il lago Tuz, al centro del Deserto Salato. Una larga parte dell'altopiano è drenata dal fiume Kizilirmak e, verso est, dall'Eufrate.
Le catene montuose che orlano l'altopiano condizionano il clima, che è tendenzialmente arido. La vegetazione è costituita da una steppa di graminacee intercalata qua e là, nelle depressioni, da villaggi d'oasi ombreggiati da cortine di pioppi. Vi è estesamente praticata la pastorizia (soprattutto di ovini) e, nelle aree migliori, è diffusa la cerealicoltura.