Democrazia Cristiana
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Democrazia Cristiana
2. Dai governi di centro al centrosinistra

La sua azione di governo, svolta insieme con il Partito liberale italiano, il Partito socialista democratico italiano e il Partito repubblicano italiano, fu ispirata a una piena adesione all'Alleanza Atlantica in politica estera, mentre in economia tese a creare un sistema misto, con un settore pubblico (quello ereditato dal fascismo) posto sotto il controllo statale e un settore privato formato soprattutto da piccole imprese (la riforma agraria, in particolare, favorì la formazione di una diffusa piccola proprietà contadina, che fu idealmente e politicamente spesso contigua alla linea del partito).

La lenta erosione della base elettorale, a vantaggio sia della sinistra sia del Movimento sociale italiano, spinse la DC, dopo il fallito tentativo nel 1953 di modificare in senso maggioritario la legge elettorale (definita dagli avversari 'legge truffa'), a ricercare nuove alleanze, prima a destra (con il governo presieduto da Fernando Tambroni nel 1960, che cadde per la protesta popolare), poi a sinistra (con la cooptazione del PSI, nel 1962, nella maggioranza di centrosinistra). L'alleanza con il PSI e le riforme del centrosinistra alienarono tuttavia alla DC una parte dell'elettorato moderato, e nel partito, che pur conservava la maggioranza relativa, si fece acceso il dibattito fra le correnti interne.