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Lampreda
1. Introduzione

Lampreda Nome comune dei vertebrati acquatici agnati dal corpo anguilliforme, classificati nella famiglia dei petromizontidi.

Le lamprede vivono generalmente in acque dolci lacustri, sebbene alcune specie trascorrano gran parte del loro ciclo vitale negli oceani, per ritornare nelle acque dolci al momento della riproduzione. Una delle specie più rappresentative è la lampreda di mare (Petromyzon marinus), presente anche nel Mediterraneo e in alcuni fiumi italiani come il Po, l’Arno e il Tevere.

2. Caratteristiche fisiche

Le dimensioni delle lamprede variano da qualche centimetro a 1 metro di lunghezza. Hanno una cute liscia, priva di scaglie, e branchie scoperte. Come i missinidi, le specie parassite hanno una bocca circolare priva di mascelle, costellata di dentelli. Anche la lingua è dotata di numerosi, piccoli denti cornei, utili per perforare le carni dell’ospite parassitato. Su ciascun lato del corpo si apre una fila di sette fessure branchiali, attraverso le quali avviene la respirazione.

La lampreda non ha uno scheletro osseo vero e proprio: il suo corpo trae sostegno principalmente dalla notocorda cartilaginea, la struttura che accomuna tutti i cordati almeno in uno stadio del loro ciclo vitale. La presenza della notocorda allo stadio adulto di questi animali è comunque un indice di primitività rispetto agli altri membri del subphylum vertebrati.

3. Riproduzione e sviluppo

La riproduzione delle lamprede ha luogo esclusivamente nelle acque dolci, preferibilmente in corsi d’acqua limpidi, caratterizzati da fondali ghiaiosi o sabbiosi. Nel caso specifico della lampreda di mare, gli adulti risalgono i corsi d’acqua dolce come i salmoni, superando anche eventuali cascate. A differenza dei salmoni, tuttavia, di tanto in tanto si attaccano alle rocce con la bocca a ventosa, per riposare o resistere alla corrente.

Sempre utilizzando la bocca, maschio e femmina spostano i sassi dei fondali per scavare un nido poco profondo, nel quale la femmina depone decine di migliaia di uova (circa 60.000). Subito dopo la deposizione, la femmina smuove la sabbia del fondale per ricoprire le uova. Una volta assolti i doveri riproduttivi, gli adulti deperiscono e muoiono nell’arco di due o tre mesi.

Le uova si schiudono in 2-3 settimane; le larve che ne emergono, cieche, vengono trasportate dalla corrente finché raggiungono acque tranquille, dove si seppelliscono nel fango. Qui rimangono per circa 4 anni, nutrendosi di particelle organiche che filtrano dall’acqua con i tentacoli che recano intorno alla bocca. Le larve sono talmente diverse dalle forme adulte, che un tempo gli scienziati pensavano si trattasse dei membri di un genere a sé stante (Ammocoetes); per questo motivo la larva della lampreda è tuttora chiamata ammocete.

Una volta uscite dal fango, le larve vanno incontro a metamorfosi, trasformandosi in individui adulti. Questi ultimi, infine, intraprendono il viaggio che li porta nel mare, il loro habitat definitivo, in cui conducono vita parassitaria.

4. Specie rappresentative

La lampreda di mare (Petromizon marinus) è una specie originaria delle coste atlantiche dell’Europa e del Nord America. In diverse zone si è gradatamente adattata a trascorrere tutto il suo ciclo vitale nelle acque dolci, dove arreca gravi danni alle popolazioni di trote e salmoni. Per contenere la proliferazione di questi parassiti sono stati messi a punto metodi di controllo quali gli sbarramenti elettromeccanici (che uccidono con scariche elettriche le lamprede mentre risalgono i fiumi per deporre le uova) e l’impiego di sostanze chimiche ad azione selettiva (per uccidere le larve che vivono sul fondo dei corsi d’acqua).

Altre specie note sono la lampreda di fiume (Lampreta fluvialis) e la lampreda comune o di ruscello (Lampreta planeri), che corre il rischio dell’estinzione a causa dell’inquinamento delle acque.

Classificazione scientifica: Le lamprede costituiscono i generi Petromyzon, Lampetra, Entosphenus, Ichtyomyzon della famiglia petromizontidi, ordine petromizonti, classe agnati, subphylum vertebrati, phylum cordati.