| Lampreda | Articolo | ||||
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| 3. | Riproduzione e sviluppo |
La riproduzione delle lamprede ha luogo esclusivamente nelle acque dolci, preferibilmente in corsi d’acqua limpidi, caratterizzati da fondali ghiaiosi o sabbiosi. Nel caso specifico della lampreda di mare, gli adulti risalgono i corsi d’acqua dolce come i salmoni, superando anche eventuali cascate. A differenza dei salmoni, tuttavia, di tanto in tanto si attaccano alle rocce con la bocca a ventosa, per riposare o resistere alla corrente.
Sempre utilizzando la bocca, maschio e femmina spostano i sassi dei fondali per scavare un nido poco profondo, nel quale la femmina depone decine di migliaia di uova (circa 60.000). Subito dopo la deposizione, la femmina smuove la sabbia del fondale per ricoprire le uova. Una volta assolti i doveri riproduttivi, gli adulti deperiscono e muoiono nell’arco di due o tre mesi.
Le uova si schiudono in 2-3 settimane; le larve che ne emergono, cieche, vengono trasportate dalla corrente finché raggiungono acque tranquille, dove si seppelliscono nel fango. Qui rimangono per circa 4 anni, nutrendosi di particelle organiche che filtrano dall’acqua con i tentacoli che recano intorno alla bocca. Le larve sono talmente diverse dalle forme adulte, che un tempo gli scienziati pensavano si trattasse dei membri di un genere a sé stante (Ammocoetes); per questo motivo la larva della lampreda è tuttora chiamata ammocete.
Una volta uscite dal fango, le larve vanno incontro a metamorfosi, trasformandosi in individui adulti. Questi ultimi, infine, intraprendono il viaggio che li porta nel mare, il loro habitat definitivo, in cui conducono vita parassitaria.