| Teratogeno | Articolo | ||||
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| 4. | Il caso di Minamata e del talidomide |
Un gruppo di composti di cui è nota l’azione teratogena è quello degli inquinanti ambientali (ad esempio, mercurio, erbicidi e defolianti) e dei farmaci. In particolare, il potenziale teratogeno del mercurio emerse verso l’inizio degli anni Settanta del Novecento in Giappone, nella baia di Minamata, un paese di pescatori la cui dieta era prevalentemente a base di pesce. Alcune industrie scaricavano nelle acque della baia mercurio-alchile (un composto particolarmente tossico, in grado di attraversare la barriera placentare), contaminando il pesce; fra le gestanti che si nutrirono delle loro carni si riscontrò un forte aumento dell’incidenza di neonati affetti da microcefalia, sindrome di Down, alterazioni dello scheletro e gravi disturbi psichici (vedi Minamata).
Un altro caso che mise in evidenza l’effetto teratogeno che alcuni farmaci possono avere fu quello del talidomide, rimedio che, verso la fine degli anni Cinquanta, essendo considerato un blando sedativo, veniva consigliato alle gestanti come sonnifero e per controllare la nausea; il suo impiego, però, causò un notevole aumento dell’incidenza di focomelia.