| Cicatrice | Articolo | ||||
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| 2. | Tipi di cicatrice |
Il tessuto fibroso che costituisce la cicatrice è un tipo di tessuto connettivo e, a seconda di quanto la lesione ha danneggiato la superficie, può essere più o meno abbondante e determinare una cicatrice più o meno rilevata e irregolare. Il tessuto fibroso cicatriziale è privo di fibre elastiche, presenti in altri tipi di tessuto connettivo; questa caratteristica lo rende poco elastico, mentre le fibre in esso presenti gli conferiscono resistenza.
| 1. | Cicatrici cutanee |
Le cicatrici che si formano sulla superficie cutanea possono avere l’aspetto di una linea sottile non rilevata e non ispessita, se derivano da tagli netti e poco profondi; esse risultano poco visibili. Le cicatrici cutanee che si formano da ferite più o meno profonde e a margini irregolari sono in genere ispessite, di colore rosato all’inizio, poi biancastro, e visibili; se sono particolarmente profonde, sono prive di sensibilità; se coinvolgono terminazioni nervose superficiali, possono dare prurito.
Le cicatrici che insorgono da ustioni sono particolarmente gravi e profonde; sono più o meno estese, di forma irregolare e spesso deturpanti; il tessuto che le costituisce tende a retrarsi, e ciò determina la loro tendenza ad aderire agli organi sottostanti e il rischio che si verifichi la strozzatura del lume di un organo cavo; nel caso siano in prossimità di articolazioni (soprattutto quelle della mano), possono limitarne la capacità di movimento.
| 2. | Cicatrici cheloidi |
Particolari cicatrici sono quelle definite cheloidi, che derivano da una proliferazione del tessuto cicatriziale eccessiva rispetto alla causa che ne ha determinato la formazione (come una ferita da intervento chirurgico o un’ustione non grave); nel caso dei cheloidi, non è la ferita ma la particolare capacità di reazione del soggetto a determinare il processo di cicatrizzazione. Sembra che la maggiore predisposizione alla formazione di cheloidi si abbia negli individui giovani e in quelli di pelle nera.
| 3. | Cicatrici viscerali |
Anche negli organi interni si riscontra la formazione di cicatrici, come complicazione di un intervento chirurgico, o come conseguenza di una grave lesione o della chiusura patologica (obliterazione) di un vaso sanguigno, come, ad esempio, nel caso di arteriosclerosi. Il tessuto dell’organo colpito, danneggiato o non adeguatamente irrorato di sangue, va incontro a una progressiva cicatrizzazione che lo rende fibroso e indurito (sclerotico). Possono riscontrarsi cicatrici, ad esempio, nel cuore in seguito a infarto, nei polmoni e nei reni; tali formazioni spesso compromettono la funzionalità degli organi stessi.