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Leishmaniosi
1. Introduzione

Leishmaniosi Infezione provocata da protozoi flagellati del genere Leishmania, che si trasmette mediante la puntura di insetti, in particolare dei ditteri del genere Phlebotomus. La sua distribuzione geografica interessa le aree tropicali dell'America e dell'Africa e quelle subtropicali del Medio Oriente fino all'India; esiste anche una forma mediterranea presente in Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Grecia e Turchia e nei paesi nordafricani.

2. Sintomi

La leishmaniosi può manifestarsi a livello della cute (in questo caso viene anche chiamata bottone d'Oriente) o degli organi interni (leishmania viscerale o kala-azar). Nella forma cutanea, dopo un periodo di incubazione molto variabile (da due a venti settimane), compare nella sede della puntura una papula che si allarga e crea un'ulcerazione crostosa, larga anche parecchi centimetri, che tende a una lenta guarigione spontanea, dando luogo a una cicatrice pigmentata; se la parte colpita è il volto, la cicatrice può essere fortemente deturpante. Anche la forma viscerale ha un'incubazione variabile (fino a due anni) e si manifesta con febbre non molto elevata e deperimento organico fino alla cachessia (che consiste in un grave stato di degenerazione di tutto il corpo, in cui tutte le sue funzioni risultano alterate), ingrossamento molto evidente del fegato e della milza.

3. Terapia

Non esistono vaccini; l'unica forma di profilassi è cercare di evitare le punture dell'insetto vettore, cioè portatore del protozoo responsabile. In Italia, l'insetto vettore è il Phlebotomus perniciosus per la forma viscerale e il Phlebotomus perfilieri per la forma cutanea. Vedi anche Medicina tropicale; Parassitologia.