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Cognitivismo

Cognitivismo Corrente della psicologia che studia principalmente come l’essere umano acquisisce informazioni e conoscenze sul mondo circostante e come si comporta nell’ambiente a partire da tali conoscenze. Obiettivo fondamentale di questa impostazione teorica è quello di rivelare i processi che intervengono nella formazione delle conoscenze.

La psicologia cognitiva nacque tra il 1950 e il 1960 dalle ricerche dello psicologo statunitense Ulric Neisser e da quelle di George A. Miller, Eugene Galanter e Karl H. Pribram (pubblicate nel volume Piani e struttura del comportamento, 2000) in contrapposizione alle teorie del comportamentismo. La teoria cognitiva mette al centro del suo studio il soggetto attivo che opera nel mondo non grazie a stimoli e apprendimenti, ma sviluppando le proprie capacità mentali. Il cognitivismo considera la mente umana come un elaboratore di informazioni provenienti dall’ambiente

Il principale oggetto di studi del cognitivismo è quindi la mente come sistema complesso di regole, indipendente dai fattori biologici (le ricerche cognitive non si occupano quindi del funzionamento del cervello dal punto di vista organico) o dai fattori sociali e culturali; la mente può essere studiata senza tenere in considerazione gli affetti e le emozioni collegati alle percezioni, ai ricordi e ai pensieri.

Il cognitivismo studia soprattutto i processi mentali ritenendo che la mente organizzi le informazioni operando sui dati che ha a disposizione e secondo delle complesse serie di sequenze, di processi cognitivi considerati in parte innati e in parte appresi dall’esperienza.

In tale prospettiva la ricerca su cui il cognitivismo si concentra è l’analisi dei processi di raccolta e trattamento dell’informazione; in questo senso, i modelli derivati dalla cibernetica risultano adeguati a descrivere questo tipo di analisi con l’uso della simulazione sui calcolatori. I computer, con i loro meccanismi di ingresso dell’informazione e di uscita del dato elaborato, e con le loro memorie, rivelano una somiglianza con l’uomo che riceve, elabora e trasforma l’informazione, con i processi cognitivi umani che sono sempre uno scambio di informazione tra individuo e ambiente.

La psicologia cognitiva ipotizza che il comportamento umano sia regolato da un meccanismo di retroazione, proposto da Miller, Galanter e Pribram nel 1960, chiamato TOTE (Test-Operate, Test-Exit), che rappresenta il procedimento con cui si realizza un’azione:si esamina la situazione esistente, la si mette a confronto con la meta da raggiungere, si elabora un progetto per realizzare il cambiamento desiderato, si mettono in pratica le azioni necessarie, si analizza nuovamente la situazione, se lo scopo è raggiunto l’azione finisce, in caso contrario si va avanti fino al risultato voluto.