| Lakatos, Imre | Articolo | ||||
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| 2. | La metodologia dei programmi di ricerca |
Influenzato dal “falsificazionismo” popperiano, Lakatos si propose di interpretare la matematica come una scienza che si sviluppa per congetture e confutazioni. In seguito, in opere come La falsificazione e la metodologia dei programmi di ricerca scientifici (1970) e La storia della scienza e le sue ricostruzioni razionali (1972), sottopose a una revisione il falsificazionismo ed elaborò una concezione di filosofia della scienza secondo cui, nella storia della scienza, non si succedono singole teorie ma interi “programmi di ricerca”.
Ogni programma di ricerca comprende da un lato un insieme di ipotesi particolarmente importanti, accettato per convenzione e dunque non confutabile (detto “nocciolo duro”), dall’altro un insieme di indicazioni che determinano i problemi da affrontare, il loro ordine di priorità e la maniera di affrontarli, ricorrendo a una “cintura protettiva” di ipotesi ausiliarie per far fronte alle anomalie. Un programma di ricerca ha successo quando conduce a quello che Lakatos definì “uno slittamento di problema progressivo”, quando cioè permette di fare predizioni nuove, inattese e sorprendenti. Nei programmi di ricerca regressivi (di cui sono esempi il marxismo e il freudismo), le teorie sono in grado di accogliere solo i fatti già noti, ma non hanno alcun potere predittivo.