Fenomeno
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Fenomeno
2. La filosofia antica

Nella filosofia antica, Platone intende per fenomeno la semplice apparenza delle cose sensibili, le quali sono immagini e riflessi fallaci delle idee sovrasensibili, che costituiscono la realtà vera e sono conosciute dall'intelletto e non dai sensi. Diversamente, per Aristotele fenomeno è tutto ciò che si manifesta ai sensi, senza con ciò costituire un'apparenza fallace: i fenomeni sono i dati dell'esperienza e dell'osservazione sensibile, da cui è necessario prendere le mosse per risalire alla conoscenza delle loro cause intelligibili.

In seguito, la scuola scettica elaborò la dottrina secondo cui noi non possiamo affermare nulla di certo intorno alla vera natura delle cose. Quando, ad esempio, siamo certi di vedere qualcosa di bianco o di sentire qualcosa di dolce, non possiamo affermare che questo 'qualcosa' che vediamo bianco o che sentiamo dolce sia in realtà così: tutto ciò che conosciamo sono le apparenze dei sensi (il bianco, il dolce), cioè i fenomeni, senza che sia possibile risalire a una realtà posta al di là di essi.