Fenomeno
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Fenomeno
4. Ottocento e Novecento

Nel corso dell'Ottocento questi diversi significati della parola fenomeno ritornano sia pure con accenti diversi: si va dalla filosofia di Hegel (che respinge l'opposizione kantiana del fenomeno alla cosa in sé) a quella di Schopenhauer (che intende il fenomeno come un'apparenza ingannevole), fino all''empiriocriticismo' di Ernst Mach, per il quale la realtà, sia materiale sia psichica, consta unicamente di fenomeni. Ma una svolta radicale avviene con il pensiero di Edmund Husserl, il fondatore della moderna fenomenologia. Rifiutando la concezione kantiana, Husserl stabilisce un significato per cui il fenomeno è la cosa stessa così come si dà e appare alla coscienza e che si tratta di descrivere nei suoi modi tipici di apparizione. Ricollegandosi a Husserl, ma indirizzando l'indagine verso una nuova forma di ontologia, Martin Heidegger ritorna all'accezione positiva del termine greco fenomeno, interpretandolo come 'ciò che si manifesta in se stesso', ossia, in ultima analisi, come l'essere dei diversi enti o oggetti.