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Postulato Con questo termine si intende in filosofia una proposizione che è ammessa o che si chiede di ammettere come vera senza dimostrarla, al fine di rendere possibile una dimostrazione. Aristotele distingue fra assiomi e postulati: i primi sono dotati di evidenza immediata, come ad esempio il principio di non contraddizione, mentre i postulati non sono di evidenza immediata, ma si devono accogliere senza dimostrazione allorché si tratti di svolgere certi ragionamenti deduttivi. La distinzione fra assiomi e postulati è alla base della geometria di Euclide, dove riguarda rispettivamente le nozioni comuni e le proposizioni che si devono ammettere perché concernono l'esistenza di determinati elementi geometrici, mentre ha perso una chiara distinzione nella matematica e nella logica moderne, dove l'ammissione di verità evidenti di per sé è divenuta quanto mai problematica.
Un uso particolare del termine postulato è quello che ne fa Immanuel Kant quando parla dei postulati della ragion pratica. Con questa espressione egli si riferisce ai postulati riguardanti l'immortalità dell'anima, l'esistenza di Dio e la libertà, che, sebbene non possano essere legittimati epistemologicamente nell'ambito della metafisica, restano tuttavia principi e condizioni necessarie dell'etica.