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Polarimetro Strumento usato per misurare l'angolo di cui ruota il piano di polarizzazione di un fascio di luce che attraversa una sostanza otticamente attiva. Il suo impiego più comune è nella determinazione della concentrazione di sostanze dotate di proprietà ottiche all’interno di una soluzione. Nelle analisi mediche, ad esempio, può misurare la concentrazione di zuccheri nel sangue.
Un polarimetro è composto da una sorgente di luce monocromatica e da due prismi di Nicol, fra i quali viene interposto il contenitore del campione da analizzare. Un fascio di luce si dice monocromatico quando è costituito da onde luminose tutte della stessa lunghezza d’onda; in genere la sorgente di luce di un polarimetro è una lampada a vapori di sodio. I prismi di Nicol sono prismi ottici tagliati e incollati con balsamo del Canada, che hanno la proprietà di polarizzare totalmente la luce. I due prismi vengono disposti con i rispettivi assi di polarizzazione ruotati di 90° l’uno rispetto all'altro: in assenza di sostanza polarizzatrice, quindi, non vi sarebbe luce in uscita dal secondo prisma. La sostanza in soluzione, però, ruota il piano di polarizzazione della luce, che riesce quindi in parte a passare. La successiva rotazione che si deve applicare al secondo prisma per annullare la radiazione in uscita è appunto una misura dell'angolo di polarizzazione caratteristico della sostanza in esame, e indirettamente fornisce di quest’ultima la concentrazione in soluzione.