| Evoluzionismo e neoevoluzionismo | Articolo | ||||
| Per stampare le informazioni, scegliere Stampa dal menu File. | |||||
| 3. | Il neoevoluzionismo |
L'evoluzionismo, in antropologia culturale, venne temporaneamente abbandonato all'inizio del XX secolo, ma trovò nuovi sostenitori fra il 1950 e il 1960; in un clima di rinnovato interesse per lo sviluppo della cultura, nacque una corrente di pensiero denominata neoevoluzionismo. Il fine della ricerca era ancora quello di individuare uno schema di sviluppo della società umana.
Secondo Leslie White le trasformazioni sociali possono essere spiegate con l'evolversi delle capacità di sfruttare le risorse del territorio e l'abilità di convertire una forma di energia in altre. Se l'evoluzione culturale è proporzionale allo sviluppo tecnologico, le fasi attraverso le quali procede non necessariamente devono essere parallele in tutti i settori della vita sociale.
Riprendendo il concetto darwiniano di adattamento all'ambiente, Julian H. Steward sostenne che ogni società segue specifici modelli di sviluppo, elaborati in relazione alle condizioni ambientali. Particolare significato assumevano i livelli di organizzazione socioculturale, intesi come forme superiori di organizzazione di comunità umane.
Intorno al 1960 si affermò in alcune università americane la tendenza a considerare entrambi gli approcci al problema dello sviluppo delle società umane: ogni singola cultura si caratterizza in relazione al preciso contesto in cui è radicata, per cui popolazioni differenti abitano territori differenti; inoltre, la transizione da un livello di organizzazione sociale a uno superiore avviene quando si ha un progresso nelle capacità di gestire le risorse dell'ambiente (Marshall Sahlins). I livelli di integrazione sociocultuale vennero fatti corrispondere ad altrettanti stadi di sviluppo organizzativo: banda, tribù, dominio, stato; poiché la sequenza attraverso la quale le popolazioni passano da un livello a quello successivo ha valore generale, si ha un principio su cui fondare una classificazione di tutte le società umane (Elman Rogers Service). Alla fine degli anni Settanta, Marvin Harris calò in una dimensione economicista le concezioni di White e Steward, proponendo un'interpretazione fondata sul materialismo storico.