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Chiabrera, Gabriello

Chiabrera, Gabriello (Savona 1552-1638), poeta italiano. Studiò al Collegio dei Gesuiti dopo essere stato condotto a Roma da uno zio alla morte del padre. Qui conobbe numerosi letterati tra cui Torquato Tasso, ma il suo temperamento irrequieto lo portò a continue peregrinazioni tra Venezia, Torino e Firenze; tornò a Savona nel 1585.

Nel 1582 pubblicò la Gotiade, poema eroico in quindici canti di imitazione tassesca che riprendeva l'argomento sviluppato da Gian Giorgio Trissino nell'Italia liberata dai Goti (1548), e tra il 1586 e il 1591 diede alle stampe tre libri di Canzoni destinate alla celebrazione di grandi personaggi alla maniera pindarica, seguiti da due libri di Canzonette. Chiabrera affiancò al tono elevato della poesia pindarica allora in voga una ricerca metrica che tendeva a riprodurre le forme quantitative (vedi Piede) della poesia classica. Si cimentò nei generi più diversi: oltre alla lirica (del 1599 è un volume di Rime in cui raccolse la produzione precedente), affrontò con successo il melodramma: Il rapimento di Cefalo venne rappresentato alle nozze di Maria de' Medici con Enrico IV di Borbone e gli valse un vitalizio. Dedicò gli ultimi anni della sua vita alla stesura dei Sermoni, opera in endecasillabi sciolti e di tono moraleggiante.

La misura classicistica di Chiabrera si contrappose al concettismo di Giambattista Marino tanto da costituire un punto di riferimento per i poeti del Settecento, che ammirarono e ripresero lo sperimentalismo metrico e la grazia musicale delle sue rime.