Trova nell'articolo Satira menippea

Per trovare nell'articolo una parola, un nome o un argomento specifici, selezionare nel proprio browser Internet l'opzione per effettuare una ricerca nella pagina. In Internet Explorer questa opzione si trova nel menu Modifica.

Poiché viene effettuata la ricerca di una corrispondenza esatta per la parola o le parole digitate, se non si ottengono risultati soddisfacenti controllare l'ortografia delle parole digitate o individuare una parola chiave relativa all'argomento.

Satira menippea

Satira menippea Componimento misto di prosa e versi (con possibili parti dialogate) avente carattere di satira moraleggiante e filosofica, in cui però la parodia e il gusto fantastico prevalgono sulle intenzioni didascaliche. Tale satira prende il suo nome da Menippo di Gadara, letterato-filosofo del III secolo a.C. di formazione cinica e fortunato autore di scritti diatribici, cioè in forma di conversazione divulgativa. Della tipologia delle sue opere perdute abbiamo qualche testimonianza, e si ritiene che Luciano di Samosata abbia ripreso temi e modi menippei. In Grecia composero satire menippee, tra gli altri, Meleagro e Giuliano l'Apostata. A Roma, Varrone compose delle Saturae Menippeae con esplicito richiamo a Menippo di Gadara, delle quali ci restano solo 600 brevi frammenti e 90 titoli; Marcopolis, descrizione di una città utopica e fantastica; Sexagesis (Il sessantenne), in cui il protagonista, addormentatosi a dieci anni e risvegliatosi dopo cinquanta, si ritrova in una Roma dalle istituzioni politiche e dai valori etici totalmente degradati. Al modello di Varrone sono riconducibili l'Apocolocyntosis di Seneca e il Satyricon di Petronio. A questo tipo di satira si avvicina anche l'opera di Marziano Capella, scrittore del V secolo.