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Asindeto e polisindeto

Asindeto e polisindeto Figure retoriche di tipo sintattico. L'asindeto (dal greco asýndeton, 'non legato insieme') consiste nell'omissione della congiunzione tra due o più termini oppure tra due o più proposizioni nello stesso periodo. Esempi: 'ritrovavo un sapore più antico, contadino, remoto' (Cesare Pavese, La casa in collina); 'forte, bella, vivace, bruna' (Guido Gozzano, Le due strade); 'veni, vidi, vici' (Cesare). L'asindeto, usato spesso nelle enumerazioni e nelle accumulazioni, conferisce forza e rapidità al discorso. È chiamato 'avversativo' se la frase che segue è in contrasto concettuale con la precedente, come in 'tu hai paura, io no'.

Il polisindeto, all'opposto, consiste nel collegare due o più parole di una frase oppure due o più frasi ripetendo la congiunzione per ogni termine della serie. Esempi: 'e sempre corsi, e mai non giunsi il fine; / e dimani cadrò' (Giosue Carducci, Traversando la Maremma toscana). Il polisindeto (dal greco polysýndeton, 'legato insieme molto') serve a rallentare il ritmo del discorso mettendo in risalto ogni termine.