Stupefacenti
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Stupefacenti
2. Oppiacei

La classe degli oppiacei comprende sostanze derivate dall'oppio (come morfina ed eroina), nonché i suoi sostituti sintetici (come il metadone). Dal punto di vista farmacologico, la morfina è un potente analgesico e costituisce lo standard su cui vengono misurati gli altri analgesici. Inoltre, morfina e altri derivati dell'oppio calmano la tosse, riducono la motilità intestinale e, a dosi elevate, inducono uno stato di indifferenza psicologica. L'eroina, un derivato sintetico della morfina, fu introdotta nel 1898 come calmante della tosse e sostituto della morfina, in quanto sembrava non essere in grado di indurre dipendenza. Tuttavia, presto si scoprì che anche l'eroina provocava dipendenza e pertanto il suo uso fu proibito in molti paesi, anche nella pratica medica. Tra gli effetti dell'eroina vi sono euforia, immediatamente dopo l'assunzione, e uno stato di profonda indifferenza a tutti gli stimoli interni ed esterni.

Gli oppiacei provocano effetti diversi a seconda del tipo di esperienze passate, delle aspettative di chi li assume e delle modalità di somministrazione (per iniezione, ingestione o inalazione). I sintomi della crisi di astinenza comprendono movimenti scalcianti delle gambe, ansia, insonnia, nausea, sudorazione, crampi, vomito, diarrea e febbre. Negli anni Settanta, con la scoperta delle encefaline, gli oppiacei naturali presenti nel cervello, venne formulata una delle prime ipotesi sulla causa della dipendenza fisica dagli oppiacei: in base a questi studi, sembra che queste droghe imitino l'azione delle encefaline e che possano utilizzare gli stessi recettori cerebrali. Quest'ipotesi suggerisce anche che la dipendenza fisica dagli oppiacei potrebbe svilupparsi in persone che hanno un deficit di queste sostanze naturali.