| Campionato italiano di calcio | Articolo | ||||
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| 3. | Le origini |
Il primo campionato italiano ebbe luogo nel 1898: vi parteciparono quattro squadre e si svolse in una sola giornata; vinse il Genoa. Era l’8 maggio e si giocò su un campo alla periferia di Torino, nella zona di Porta Susa. A meno di due mesi dalla fondazione della FIGC (Federazione Italiana Giuoco Calcio) avvenuta il 15 marzo (il primo presidente fu il professor Luigi D’Ovidio) si disputava davanti a un pubblico di cinquanta persone il primo campionato a cui parteciparono il Football Club Torinese, il Football Internazionale di Torino, la Società Ginnastica di Torino e il Genoa Club.
Numerosi giocatori di quelle squadre erano di nazionalità inglese, poiché furono gli anglosassoni a diffondere la passione per il calcio tra gli italiani dell’area portuale genovese e degli ambienti commerciali e studenteschi di Torino e Milano. La premiazione dei vincitori avvenne la sera stessa presso la Trattoria del Velocipedista e vi presero parte tutti i protagonisti di quella prima edizione del campionato di calcio, dopo aver versato 5 lire a testa quale quota di partecipazione. I giornali non diedero particolare rilievo a quell’avvenimento, che sarebbe invece passato agli annali della storia non solo sportiva del paese.
La prima squadra campione d’Italia fu quindi il Genoa, erede del Genoa Cricket and Athletic Club, nato il 7 settembre 1892 grazie all’iniziativa di un gruppetto di uomini di affari inglesi appartenenti alla folta colonia britannica presente per motivi commerciali nel capoluogo ligure. Nella dizione stessa della nuova società sportiva mancava ancora il termine football, ma nel 1896, i soci inglesi decisero di inserire tra le attività del loro club anche il calcio che stava conoscendo un enorme sviluppo nel loro paese. Nello stesso anno il dottor Spensley, un medico inglese appena arrivato a Genova, diede vita alla squadra di football, della quale Spensley stesso divenne il capitano.
Negli anni seguenti, dopo altri successi della squadra ligure e quindi di Milan, Juventus, Pro Vercelli e Inter, la partecipazione si fece più massiccia, data l’aumentata popolarità del calcio. Oltre alle società già citate, si aggiunsero al libro d’oro del campionato squadre provinciali (allora in grado di competere con le grosse squadre per le modeste spese di organizzazione che l’attività calcistica richiedeva) come la Novese, di Novi Ligure, e il Casale, mentre dal 1925 in poi si affermarono anche Bologna e Torino.
Nel 1909, intanto, il campionato si avvaleva per la prima volta di arbitri ufficialmente riconosciuti; sino all’estate di quell’anno le partite venivano dirette dal dirigente di una delle due società contendenti, creando a volte situazioni di dubbia correttezza. Nel 1913, due anni prima dell’interruzione del campionato a causa della prima guerra mondiale, per la prima volta il torneo venne allargato alle squadre del Sud, introducendo anche tre gironi dell’Italia centro-meridionale.