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La Voce Rivista italiana fondata nel dicembre 1908 a Firenze da Giuseppe Prezzolini, prima settimanale e dal 1914 quindicinale. 'Rivista dell'idealismo militante', vicina al pensiero di Benedetto Croce e di Giovanni Gentile, attraversò varie fasi e ospitò diverse posizioni su argomenti di politica e di cultura contemporanea, ma fino al 1914 fu Prezzolini a darvi l'impronta e a mantenerne la direzione, tranne che dall'aprile all'ottobre 1912, periodo in cui fu diretta da Giovanni Papini. La rivista ebbe tra i collaboratori, oltre agli stessi Croce, Gentile e Papini, Ardengo Soffici, Giovanni Amendola, Gaetano Salvemini, Scipio Slataper, Piero Jahier, Giovanni Boine, Clemente Rebora.
Attribuì agli uomini di cultura un forte ruolo educativo e di intervento nella società e affrontò tematiche quali il suffragio universale, la questione meridionale, la guerra di Libia, i problemi legati alla scuola, l'irredentismo. Su temi tanto scottanti, le diverse anime dei collaboratori portarono a scissioni: nel 1911 Salvemini uscì dal gruppo della rivista per fondare 'L'Unità', mentre Papini e Amendola iniziarono la pubblicazione del periodico religioso 'L'Anima'. Nel 1913 Papini e Soffici fondarono 'Lacerba', sulle cui pagine attaccarono con violenza la rivista di Prezzolini, il quale alla fine del 1914 decise di lasciare la direzione a Giuseppe De Robertis.
'La Voce' di De Robertis (chiamata anche «La Voce bianca» per il colore della copertina) cambiò radicalmente, escludendo qualsiasi tema di carattere politico, e fino alla sua chiusura, nel dicembre 1916, ospitò esclusivamente testi poetici, narrativi o di critica letteraria di alcuni tra i più importanti scrittori del Novecento, promuovendo la 'poetica del frammento'. Tra i contributi vi furono quelli di Giuseppe Ungaretti, Vincenzo Cardarelli, Dino Campana, Arturo Onofri, Riccardo Bacchelli, Renato Serra, Antonio Baldini, Emilio Cecchi.
Per otto mesi, dal maggio al dicembre 1915, Prezzolini diede vita a una seconda «Voce» (detta 'gialla', di nuovo per il colore della copertina) dedicata esclusivamente alla politica, in cui condusse una serrata campagna interventista.