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Parti Popolazione di probabile origine scitica, originariamente nomade, che intorno alla metà del III secolo a.C. si stanziò in una regione dell’altopiano iranico successivamente denominata appunto Partia. I loro re, appartenenti alla dinastia degli Arsacidi, iniziarono una politica espansionistica ai danni dei Seleucidi: i parti conquistarono così la Mesopotamia, diventando progressivamente i maggiori antagonisti della potenza romana in Oriente, soprattutto dopo che nel 64 a.C. – in conseguenza delle vittorie di Pompeo Magno – Roma aveva costituito la confinante provincia romana di Siria.
Numerosi quanto infruttuosi furono gli assalti romani nei confronti dei parti, finalizzati soprattutto alla conquista dell’Armenia: il triumviro Marco Licinio Crasso fu trucidato nel 53 a.C. nella battaglia di Carre durante una spedizione contro i parti, mentre su questi regnava Orode; Giulio Cesare fu assassinato mentre stava per iniziare una guerra contro di loro e anche Marco Antonio, che pure vantò numerosi successi in Oriente, fu duramente sconfitto nel 36 a.C. dal re parto Fraate IV. I successi di Ottaviano Augusto nei rapporti romano-partici furono inoltre più di natura diplomatica che militare: egli ottenne nel 20 a.C. dallo stesso Fraate soltanto la simbolica restituzione delle insegne legionarie strappate a Crasso a Carre.
Per tutta l’età imperiale, dunque, Roma dovette convivere con la minaccia dei parti: la loro potenza ebbe fine solo nel 224, quando caddero nell’orbita persiana dopo che il re sassanide Ardashir I uccise il re arsacide Artabano V. Non molto si sa della natura dell’impero partico in età arsacide, anche se si può ipotizzarne una struttura di tipo feudale, con tendenze progressivamente centrifughe da parte dei nobili vassalli, reggitori di piccole entità statali; le due residenze arsacidi erano Ecbatana e Ctesifonte.