| Bisogno | Articolo | ||||
| Per stampare le informazioni, scegliere Stampa dal menu File. | |||||
| 2. | Molteplicità dei bisogni |
Negli anni Quaranta l’antropologo inglese Bronislaw Malinowski, uno dei maggiori rappresentanti del funzionalismo, individuò una serie limitata di bisogni fondamentali quali il nutrimento, il riposo, la riproduzione, la sicurezza, il conforto fisico, che richiedono sempre, per il loro soddisfacimento, la conquista di risorse dall’ambiente esterno e la creazione di istituzioni sociali come la famiglia, la scuola, l’ospedale ecc. Queste istituzioni, a loro volta, rappresentano anche una risposta a carenze di altro tipo, i cosiddetti bisogni strumentali, che coinvolgono la sfera culturale e simbolica dell’esistenza umana.
Successivamente lo psicologo statunitense Abraham Harold Maslow introdusse il concetto di “gerarchia dei bisogni”, vale a dire una distinzione fra bisogni più bassi, relativi alle funzioni fisiologiche (alimentazione, sesso, riposo), e quelli più alti, ricollegabili più direttamente alla dimensione psicologica e relazionale dell’uomo (sicurezza, affetto, appartenenza, stima, realizzazione). Maslow li pose in relazione gerarchica perché ogni tipo di bisogno si manifesta e si intensifica solo quando il livello precedente è stato adeguatamente soddisfatto.
Questa impostazione è stata ampiamente utilizzata dalla ricerca sociologica, che in tempi più recenti ha definito in particolare l’importanza e l’influenza che la cultura e la socializzazione hanno sulla formazione e sulla formulazione dei bisogni. Ad esempio alcune necessità fisiologiche di base, come il nutrirsi o il ripararsi dal freddo, subiscono, nelle società industriali avanzate, un condizionamento culturale molto forte finendo per perdere qualunque riferimento “naturale”. L’alimentazione e l’abbigliamento diventano pertanto non la risposta a determinati bisogni primari ma la manifestazione di scelte culturali e simboliche ben precise, che passano attraverso l’acquisizione e il consumo di particolari cibi o vestiti.