Conflitto
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Conflitto
2. Le cause del conflitto

Il conflitto dipende da una serie di fattori tra cui la scarsità e la iniqua distribuzione delle risorse e l’incertezza delle norme sociali. Se l’accesso alle risorse economiche o l’opportunità di affermazione sociale fossero garantiti a tutti, vi sarebbero probabilmente pochi motivi di scontro. Il conflitto sociale ha spesso origine quando troppi soggetti aspirano a godere di risorse limitate. Molte occasioni di conflitto sorgono inoltre in situazioni di disuguaglianza sociale; nel momento in cui la distribuzione delle risorse viene vissuta come ingiusta da una parte della popolazione, essa diviene motivo di conflitto tra gli individui, i gruppi e le classi sociali.

La seconda condizione di fondo perché si dia conflitto consiste invece nell'incertezza delle norme sociali. Nella società esistono molte norme di comportamento che possono entrare in contraddizione e creare situazioni di incertezza normativa. Inoltre, anche ogni singola regola, in particolar modo quando non è scritta, lascia spazio a interpretazioni contrastanti e a tentativi di modificazione, determinando una situazione di conflitto sociale.

Un'importanza particolare assume il conflitto quando si verifica tra gruppi sociali, poiché in tal caso può trasformarsi in un fattore di disturbo dell'ordine sociale. Esso ha un carattere dirompente quando a contrapporsi sono delle classi sociali. In tal caso, infatti, si verifica una spaccatura che attraversa l'intera società e che può dar luogo a fenomeni di instabilità molto gravi. Si verifica allora quella che Karl Marx chiamava la lotta di classe, ossia la contrapposizione tra due classi portatrici di progetti di società incompatibili tra loro.

Altre volte il conflitto tra gruppi sociali non assume un aspetto così radicale e dirompente, ma può anzi avere effetti positivi. È stato infatti osservato che il conflitto può servire a consolidare la coesione interna al gruppo, il senso di identità, la percezione dei propri confini, e perfino creare forme di interazione regolata, e dunque socialmente sostenibile, con i gruppi antagonisti.