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Sottoproletariato Strato sociale costituito da individui in condizione permanente di povertà, disoccupati oppure occupati in attività precarie e saltuarie, spesso illegali. Oggi è un fenomeno soprattutto urbano (concentrato nelle bidonville) e in crescita nella gran parte dei paesi; in quelli industrializzati a causa dell’aumento della disoccupazione, che ricaccia in una situazione di povertà famiglie precedentemente inserite nel tessuto produttivo; nei paesi non industrializzati soprattutto a causa dell’abbandono delle campagne, provocato e favorito sia da cause naturali (desertificazione, terremoti, inondazioni ecc.) sia, sempre più spesso, da eventi bellici.
Il sottoproletario è per diversi motivi lo strato sociale più disorganizzato. Partecipando poco alla formazione della vita politica e sociale, è anche quello che riesce meno a far valere le proprie ragioni. Isolato e discriminato, viene utilizzato sia dalla criminalità per reclutare manovalanza, sia in modo strumentale dal potere politico, o come riserva elettorale o come strumento di pressione, anche violenta (ad esempio, durante il regime fascista in Italia e il nazismo in Germania, oppure nella più recente guerra civile iugoslava).
Vedi anche Devianza; Proletariato; Urbanizzazione.