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Acmeismo

Acmeismo Movimento poetico russo fondato nel 1912 da Nikolaj Gumilëv e Sergej Gorodeckij. I suoi manifesti, scritti dai due poeti citati, furono pubblicati nel 1913 su “Apollon”. Il movimento, che si raccolse attorno a questa rivista e che si organizzò in una Corporazione di poeti, prese il nome dalla parola greca acmé, “il più alto grado di qualcosa, il fiore, la stagione del rigoglio”, come scrisse Gumilëv, ma lo stesso Gumilëv lo chiamò anche adamismo, “visione virilmente salda e chiara della vita”.

Più che di una scuola letteraria, si trattava di un gruppo di amici accomunati dall’opposizione al simbolismo e all’idea della poesia come attività mistica, e dall’intenzione di coltivare una poesia più terrena, più concreta, più realistica, capace di individuare in modo più preciso le “relazioni tra soggetto e oggetto”' per arrivare all’acme, all’essenza più segreta dell’oggetto rappresentato. All’acmeismo aderirono, oltre ai fondatori, Michail Zenkevič, Michail Lozinskij (che tradusse Gabriele d’Annunzio e la Divina Commedia di Dante), Vladimir Narbut e due grandi poeti, per i quali l’acmeismo fu un’esperienza giovanile: Anna Achmatova e Osip Emil’evič Mandel’štam. Dopo la rivoluzione vennero organizzate una seconda e una terza Corporazione di poeti, anche se l’esperienza acmeista si era conclusa di fatto con la morte (1921) di Gumilëv.