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Riforma cattolica
1. Introduzione

Riforma cattolica In campo storiografico, espressione adottata a partire dalla metà del XIX secolo per indicare il rinnovamento operatosi all'interno della Chiesa cattolica nel XV e XVI secolo.

La nozione di Riforma cattolica presuppone quella di Riforma, che viene utilizzata per designare la nascita del movimento protestante guidato da Lutero, e si accompagna a quella di Controriforma, che invece indica le diverse misure adottate dal cattolicesimo per opporsi e reagire allo scisma protestante.

2. XV secolo

All'interno della cristianità le esigenze di una più autentica e coerente vita evangelica si manifestarono con intensità già verso la fine del 1400, interessando le associazioni laiche, gli ordini religiosi, l'episcopato e i papi, la cultura.

Nel 1497 venne fondata a Genova dal laico Ettore Vernazza (1470-1524 ca.) la Compagnia del divino amore, sotto gli auspici di Caterina da Genova. Lo scopo della confraternita era di 'radicare e piantare nei cuori l'amor di Dio, cioè la carità' e manifestava in questo modo il desiderio di perfezione cristiana (i membri dovevano confessarsi mensilmente e ricevevano l'Eucaristia quattro volte l'anno), vita spirituale e cura degli infermi che animava questi circoli.

Anche nell'ambito degli antichi istituti religiosi vennero a costituirsi gruppi che si prefiggevano un'osservanza più fedele e rigorosa della regola monastica: in Spagna, Italia, Germania e nei Paesi Bassi nacquero congregazioni riformate e si evidenziarono figure di alto rilievo spirituale (tra i frati minori osservanti, Bernardino da Siena e Giovanni da Capestrano).

Sotto il profilo culturale gruppi di umanisti, tra i quali spiccò Erasmo da Rotterdam, cercarono di diffondere lo studio della Bibbia e delle opere dei padri della Chiesa.

3. XVI secolo

Il movimento riformistico ebbe nel 1500 ulteriore sviluppo interessando tutti gli ambiti della vita della Chiesa e della società: dalla devozione all'apostolato, dalle strutture ecclesiastiche alla teologia, dall'arte alla letteratura. Quasi tutti i nuovi ordini di chierici regolari (cioè sacerdoti dediti all'apostolato e sottomessi a una regola di vita religiosa) nacquero in quest'epoca: il vescovo di Chieti (in latino Theate), Gian Pietro Carafa, futuro papa Paolo IV, fondò nel 1524 con il veneto Gaetano di Thiene l'ordine dei teatini sulla base della regola agostiniana. Sorsero inoltre i barnabiti (1533), i somaschi (1540), i camillini (1582) e, per iniziativa di Ignazio di Loyola, venne fondata tra il 1534 e il 1540 la Compagnia di Gesù. Nel 1575 Filippo Neri istituì la congregazione dell'Oratorio unendo sacerdoti e laici nell'ideale della vita comune; Giovanni della Misericordia si dedicò ai malati fondando i Fatebenefratelli (1546) e anche figure femminili, come Angela Merici, fondatrice delle orsoline, divennero protagoniste dell'assistenza ai poveri, impegnandosi nel campo dell'educazione e dell'istruzione.

L'ordine francescano vide sorgere al proprio interno la famiglia dei cappuccini (1528) e tra i carmelitani si distinsero le alte personalità mistiche e letterarie di Teresa d'Avila e di Giovanni della Croce.

Anche nell'ambito della cultura e della teologia si produsse un significativo rinnovamento: il cardinale spagnolo Francisco Jiménez de Cisneros (1436-1517) fondò l'Università di Alcalà e il teologo Melchior Cano (1509-1560), proponendo un ritorno alle fonti della Bibbia, dei Padri e della storia ecclesiastica, consentì alla scolastica di precisare le proprie metodologie e di oltrepassare le ristrettezze della controversia antiprotestante.

Il concilio di Trento promosse infine la riforma degli uffici ecclesiastici, dei sacramenti e del ruolo dei vescovi.