Galli
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Galli
2. La sottomissione dei galli in Italia

Alcune tribù galliche d’Oltralpe si erano insediate nel Nord Italia già a partire dal V secolo a.C., cacciandone gli etruschi: tra questi gli insubri di Milano, i cenomani di Brescia, i boi di Bologna, i senoni della costa adriatica marchigiana. Le relazioni con i romani furono perlopiù improntate a ostilità, e grande clamore suscitarono la dura sconfitta che i galli di Brenno inflissero ai romani intorno al 390 presso il fiume Allia, e il conseguente sacco di Roma, salvata solo dal leggendario dittatore Furio Camillo.

Successivamente i romani sconfissero i senoni (283 a.C.) colonizzandone il territorio (fondazione di Saena Gallica, oggi Senigallia, nel 283 a.C. e di Ariminum, oggi Rimini, nel 268 a.C.), e poi batterono, nella battaglia di Talamone (225 a.C.) una coalizione di insubri, boi e gesati d’Oltralpe in marcia verso Roma.

La sottomissione del Nord Italia iniziò con una grande vittoria sui galli del generale Marco Claudio Marcello a Clastidium (222 a.C.), cui fece seguito il controllo della capitale insubrica Milano e la fondazione nel 218 a.C. delle due colonie latine del medio Po Placentia (Piacenza) e Cremona; la seconda guerra punica interruppe le operazioni dei romani nella Pianura Padana, che ripresero nel 196 a.C. con la definitiva sottomissione degli insubri, obbligati ad allearsi con Roma, e nel 191 a.C., quando i boi vennero sconfitti e annientati: nel loro territorio si dedussero le colonie di Bononia, oggi Bologna (189 a.C.), Parma e Mutina, oggi Modena (183 a.C.). L’area cispadana fu rapidamente romanizzata, mentre quella transpadana ebbe un processo più lento, che si concluse comunque con la concessione della piena cittadinanza romana da parte di Cesare.