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Perseo di Macedonia ( ? 213 o 212 - Alba Fucente 166 a.C.), ultimo re di Macedonia (179-168 a.C.). Figlio di Filippo V, partecipò alle lotte contro Roma già nel 199 a.C. e combatté contro gli etoli nel 189 a.C. Nel 181 a.C. ottenne dal padre la condanna a morte del fratello minore Demetrio che, aspirando al trono, aveva complottato contro di lui con l'aiuto di Roma. Alla morte del padre nel 179 a.C., Perseo salì al trono. Rinnovò subito l'alleanza con i romani (stabilita nel 197 a.C. dopo la battaglia di Cinoscefale), rafforzò il suo potere in Macedonia ed estese la sua influenza in Dardania, Illiria e Tracia. Strinse anche importanti alleanze sposando la figlia di Seleuco, re di Siria, e dando sua sorella in sposa a Prusia II, re di Bitinia.
Intervenne nelle contese in Tessaglia e nella Dolopia e si recò a Delfi col suo esercito, mostrando a tutti la sua potenza. Eumene II, re di Pergamo, preoccupato per l'ascesa politica di Perseo, convinse il senato romano a dichiarargli guerra nel 171 a.C. (terza guerra macedonica). Inizialmente Perseo riportò alcuni successi, ma la situazione rimase molto incerta fino al 168 a.C. quando giunse in Macedonia il console Lucio Emilio Paolo, che sconfisse i macedoni a Pidna nello stesso anno. Perseo si rifugiò nel tempio dei Cabiri nell'isola di Samotracia, ma poi si consegnò ai romani con il figlio Filippo e i suoi tesori, sfilando nel trionfo celebrato a Roma nel 167 a.C.; fu poi scarcerato e confinato ad Alba Fucente, dove morì nel 166 a.C.