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Ginnasio Nell'architettura greca antica, complesso di edifici destinato a esercizi fisici e ad attività culturali. Impianto assolutamente greco, che non trova confronti nelle altre civiltà mediterranee o orientali, in origine era il luogo dove si praticava la ginnastica, complesso di esercizi fisici per la preparazione atletica e militare; questa, ancora ignota a Omero, è menzionata in un'elegia di Teognide (VI secolo a.C.). I più antichi ginnasi conosciuti, l'Accademia e il Liceo di Atene, fondati intorno al 550 a.C., erano molto semplici, essendo costituiti quasi esclusivamente da spazi aperti (giardini, boschetti, spiazzi), con elementi sacri (altari, statue, recinti).
Gli edifici del V secolo a.C. sono poco noti, ma gli scrittori antichi tramandano preziose notizie relative alla progressiva trasformazione dei ginnasi in luoghi di cultura, principalmente a opera dei sofisti e di Socrate, che vi esercitavano il proprio insegnamento. Questo comportò anche una progressiva trasformazione architettonica, con l'aumento degli spazi destinati ad accogliere il pubblico (sale, esedre). Anche l'attività ginnica mutò, divenendo sempre più specialistica e richiedendo spazi e impianti d'uso specifico e talvolta esclusivo. I ginnasi si dotarono così di piste per la corsa coperte e scoperte, di aree destinate alla lotta, al pugilato, al pancrazio ecc. Gli edifici si fecero più grandi e sontuosi, muniti di spogliatoi, bagni, sale per usi vari, come dimostrano gli esempi di Delfi, Olimpia, Pergamo. Con la conquista romana (I secolo a.C.), il ginnasio perse la sua funzione di centro di cultura fisica e intellettuale, sostituito in ciò dalle terme, destinate alla cura fisica e igienica.