Trova nell'articolo Mégaron

Per trovare nell'articolo una parola, un nome o un argomento specifici, selezionare nel proprio browser Internet l'opzione per effettuare una ricerca nella pagina. In Internet Explorer questa opzione si trova nel menu Modifica.

Poiché viene effettuata la ricerca di una corrispondenza esatta per la parola o le parole digitate, se non si ottengono risultati soddisfacenti controllare l'ortografia delle parole digitate o individuare una parola chiave relativa all'argomento.

Mégaron

Mégaron Ambiente principale dei palazzi micenei, nel quale il re dava udienza; nei poemi omerici il termine (greco mégaron, da mégas, grande) indica la casa signorile nel suo complesso. Si tratta di una sala rettangolare, con vestibolo aperto, caratteristica dell'architettura della regione egea in età preistorica e storica. Il più antico mégaron conosciuto è quello della Otzaki Magula (Tessaglia), della prima metà del III millennio a.C., cui seguono quelli di Sesklo e Dimini (Tessaglia) e i numerosi di Troia, tutti della seconda metà dello stesso millennio.

L'ambiente, talvolta di dimensioni monumentali, preceduto da un atrio profondo aperto anteriormente, spesso aveva al centro un focolare di forma circolare. Gli esempi più belli sono quelli della media e tarda età del Bronzo nei palazzi tardomicenei di Micene, Tirinto e Pilo, caratterizzati dai sostegni interni per il tetto (probabilmente sopraelevato al centro), dal trono sistemato sulla parete lunga e dal grande focolare centrale rivestito di stucco colorato, come colorati erano pavimento, pareti e soffitto.

In seguito il tipo architettonico venne adottato nella costruzione di templi, come ad esempio negli heraion (santuari dedicati a Era) di Tirinto e Argo dell'VIII secolo a.C.; il colonnato che circonda l'edificio (peristilio) contribuisce alla sua monumentalizzazione e compare per la prima volta nel più antico heraion di Samo.