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Mari Antica città del Vicino Oriente, corrispondente all'attuale villaggio di Tell Hariri, a 12 km a nord-ovest di Abu Kemal (Siria), sulla riva destra dell'Eufrate. Importante centro della civiltà mesopotamica, fiorì soprattutto alla metà del III e agli inizi del II millennio a.C.; subì due devastazioni, prima da parte del re sumero Lugalzaggisi, poi di Hammurabi di Babilonia (XVIII secolo a.C.). Colonia assira cinquecento anni dopo, poi piccola borgata seleucide, Mari scomparve completamente fino alla riscoperta negli anni Trenta del XX secolo.
Gli scavi hanno riportato alla luce l'esteso palazzo dell'inizio del II millennio a.C., esteso su una superficie di due ettari e mezzo e composto da circa trecento stanze. In esso sono stati identificati i settori di rappresentanza (sala delle udienze, sala del trono); gli appartamenti privati; diversi santuari con ricchi depositi votivi; gli ambienti di servizio (cucine, magazzini, laboratori) e le stanze degli archivi diplomatici ed economici, da cui provengono più di ventimila tavolette in scrittura cuneiforme, documenti fondamentali per la ricostruzione della storia del regno di Mari. Il palazzo, decorato con splendide pitture murali, conteneva anche diverse statue e una ricca serie di sigilli, espressione di una glittica molto caratteristica. Dei periodi più recenti si conoscono prevalentemente le necropoli.