| Villa | Articolo | ||||
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| 2. | Origini |
In età romana si affermò una tipologia della villa che conobbe larga diffusione. Collocate preferibilmente in collina, le ville non presentavano planimetrie standard, ma definite in base al tipo di contesto e alla destinazione (agricola o di soggiorno). Erano spesso composte di più fabbricati: oltre al palazzo della residenza del signore, potevano includere biblioteche, ginnasi, ippodromi e terme, disposti in modo vario all'interno del giardino (si vedano la Domus Aurea di Nerone, Villa dei Misteri a Pompei, Villa Adriana a Tivoli). I complessi termali, di notevole importanza nella cultura romana, erano caratterizzati da particolare lusso; importanti resti archeologici si ritrovano nella Villa dei Quintili sulla via Appia e nella Villa Adriana a Tivoli. Solitamente nel luogo più alto del giardino si trovava la piscina di raccolta dell'acqua, dalla quale si dipartivano le tubature di terracotta che raggiungevano le varie parti della villa.
In epoca medievale la tipologia della villa fu ripresa in interpretazioni grandiose solo nell'architettura normanna (si pensi alla Zisa e alla Cubula a Palermo), ma complessivamente subì un forte declino a causa delle diffuse difficoltà economiche e dei disordini politici.