| Comunicazioni di massa | Articolo | ||||
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| 3. | Elementi della comunicazione |
Come in qualsiasi processo di scambio, anche nella comunicazione di massa si possono riconoscere tre elementi fondamentali che rendono possibile l’interazione comunicativa: la presenza di un emittente, di un messaggio e di un destinatario. Anche nella comunicazione fra macchine si presenta questa articolazione dello scambio comunicativo (pensiamo alla trasmissione e ricezione di segnali sonori tramite il telegrafo), così come nella comunicazione interpersonale (ad esempio, una conversazione fra due o più soggetti), dove però l’articolazione dei turni comunicativi rende circolare e iterativo lo scambio, e intervengono variabili via via più complesse che determinano i contenuti della comunicazione e le reazioni dei soggetti coinvolti.
Come ha scritto il sociologo statunitense Harold Lasswell, il modello teorico, da lui messo a punto nel 1948, di qualunque “atto di comunicazione è il seguente:
chi
dice qualcosa
attraverso quale canale
a chi
con quale effetto?
Lo studio scientifico del processo comunicativo tende a concentrarsi su uno o l’altro di tali interrogativi”.
Nell’ambito della comunicazione di massa, l’applicazione del modello lasswelliano rende evidente quanto possa essere complessa l’interazione delle diverse variabili, e soprattutto permette di individuare i diversi filoni di ricerca e le differenti prospettive teoriche che ne hanno affrontato lo studio e che si sono concentrate di volta in volta su uno solo di questi aspetti.
Allora, chi prefigura l’ambito di studio degli emittenti, con i relativi problemi del controllo sociale, politico ed economico e dell’esercizio del potere nei medesimi ambiti; dice qualcosa è relativo alla struttura dei messaggi prodotti dagli emittenti, cui si applicano particolari tecniche analitiche come ad esempio l’analisi del contenuto; attraverso quale canale indica lo studio approfondito delle caratteristiche comunicative e strutturali dei singoli mezzi di comunicazione; a chi apre la prospettiva dello studio dell’audience, con tutti i sofisticati metodi di indagine qualitativa e quantitativa oggi disponibili alla ricerca, mirati soprattutto a determinare con quale effetto, aprendo cioè il fecondo filone di studi sugli effetti della comunicazione di massa nei confronti dei vari possibili pubblici che possono fruirne.