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Mondi possibili

Mondi possibili Rappresentazioni di stati di cose alternativi allo stato di cose reali. Costruire mondi possibili consente di applicare le categorie modali di 'possibile' e 'necessario'. Una certa verità è una verità 'necessaria' quando non c'è stato di cose in cui non sia vera; in altre parole, una verità necessaria sarà vera in tutti i mondi possibili. Al contrario, una verità si dirà 'possibile' se è vera almeno in un mondo possibile, compreso quello reale. Ovviamente non tutti i mondi sono possibili: mondi che includono contraddizioni al loro interno sono, da un punto di vista logico, impossibili.

Un altro modo di vedere la metafora dei mondi possibili è quello di descriverli attraverso enunciati 'controfattuali', cioè che descrivono una situazione alternativa a quella reale (ad esempio, 'Se avessi studiato architettura, sarei diventato bioarchitetto'). Assegnare valori di verità a questi enunciati costituisce uno dei problemi della trattazione scientifica, che ricorre spesso per le sue dimostrazioni a stati di cose alternativi a quelli reali. Definizioni, dimostrazioni per assurdo e ipotesi sono spesso formulate per mezzo di tali enunciati.

Il teorico di maggior spicco e colui che formalizzò la teoria dei mondi possibili, individuando i criteri che mettono in relazione un mondo con un altro, è Saul Kripke, che in una serie di articoli mise a punto un sistema formale basandosi sulla nozione di 'modello' così come è intesa nella teoria dei modelli formulata da Alfred Tarski. Dalla formulazione di Kripke la teoria è stata applicata, più o meno fedelmente, in vari ambiti; ad esempio è stata utilizzata sia da David Lewis sia da Umberto Eco per analizzare i romanzi e i racconti.