Teoria e critica del cinema
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Teoria e critica del cinema
4. Il ruolo dei critici d’arte

Vivace fu anche il dibattito tra i critici d’arte. Rudolf Arnheim in Film come arte (1932) riconosce il cinema come autonoma forma linguistica, mentre Erwin Panofsky in Medium and Style in Motion Pictures (1934) individua il carattere “popolare” del cinema, in grado di dialogare con la grande arte del passato. Per Walter Benjamin (L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica, 1936) l’aura dell’opera d’arte è in crisi nella percezione collettiva perché il pubblico cinematografico è sempre più distratto. Eugenio Giovanetti a fine anni Venti (Il cinema e le arti meccaniche) anticipa Benjamin, parlando di “riproducibilità tecnica e teorie mediologiche” e inserendo la trattazione sul cinema all’interno di una più generale estetica “tecnologica”.